Una discussione riguardo alla Storia
TRATTO DA: “STEERING THE CRAFT:”
Exercises and Discussions on Story Writing for the Lone Mariner and the Mutinous Crew
Ursula K. Le Guin
Con il termine “storia” identifico una narrazione di eventi (esterni o psicologici) che attraversa il tempo o implica il trascorrere di tempo, e determina dei cambiamenti.
Definisco “trama” una forma di storia che si serve di azioni, solitamente nella loro accezione conflittuale, strettamente connesse le une alle altre- normalmente attraverso una catena logica, che termina con un
acme.
NdT: L’autrice parla di climax.La climax è un tipo di piacere; la trama è un tipo di storia. Una trama coerente e vivace rappresenta un piacere essa stessa. Può essere riutilizzata, generazione dopo generazione: fornisce uno scheletro narrativo che futuri scrittori potrebbero trovare inestimabile.
Ma i più seri racconti moderni non posso essere ridotti ad una trama, o ri-raccontati senza avere terribili perdite- a meno che non lo si faccia con le medesime parole.
La storia non sta nella trama, ma nel racconto. E’ la narrazione a mettere tutto in gioco.
NdT: Nel testo è scritto: “It is the telling that moves”. I moderni manuali di scrittura confondono spesso la storia con il conflitto. Questa semplificazione riflette una cultura che incrementa aggressività e competizione e parallelamente coltiva la sua ignoranza: esistono altri modi di comportamento.
Nessun racconto di una certa complessità può essere costruito sulla base di (o ricondotto a) un unico elemento. Il conflitto è un genere di rapporto con gli altri. Ne esistono altri, ugualmente importanti nella vita di ogni uomo: incontrarsi, trovare, perdere, sopportare, scoprire, separarsi, cambiare.
Il cambiamento è l’aspetto in cui confluiscono tutte queste fonti di storie. La storia è un’entità in movimento, qualcosa che accade, qualcosa o qualcuno che cambia.
Non dobbiamo obbligatoriamente avere la rigida struttura di una trama per avere una storia, ma abbiamo bisogno di un punto fermo.
NdT: “we do need a focus”- una certezza, un primo barlume di idea, un elemento che permetta di mettere a fuoco tutto ciò che gli sta attorno.Di cosa si tratta? Di chi si tratta? Questo punto, esplicito o implicito che sia, è il centro a cui tutto nella storia (eventi, personaggi, discorsi, azioni) fa, prima o poi, riferimento.
Può essere una singola cosa, o una persona, o un’idea- e può non esserlo. Potremmo non essere capaci di definirne i contorni. Se è un soggetto complesso, probabilmente non può essere espresso con alcuna parola- soltanto con tutte le parole della storia. Ma c’è.
Ugualmente, una storia necessita di ciò che Jill Paton Walsh chiama una traiettoria- non necessariamente una linea guida o una sinossi da seguire alla lettera; ma un movimento da accondiscendere: l’ombra di un moto, sia esso dritto davanti ai nostri occhi o ci giri intorno o ricorra, frequente, o ancora, sia esso circolare, o ellittico, un movimento interminabile, da cui nessun passaggio si discosta troppo o troppo a lungo, ed a cui ogni passaggio, in qualche misura, contribuisce. Questa traiettoria è la forma della storia nella sua completezza.
Muoverà sempre verso il suo termine, e la fine sarà profondamente infissa nell’incipit.
Affollamenti e salti hanno a che fare con il focus e con la traiettoria.
Tutto ciò che si raggruppa in essa, ed arricchisce la storia piacevolmente, culturalmente, emotivamente, dovrebbe essere in focus- parte integrante del punto centrale della storia. Ed ogni salto dovrebbe essere lungo la traiettoria, seguendo l’ombra ed il movimento del tutto.

Still she haunts me, phantomwise,
Alice moving under skies
Never seen by waking eyes.
In a Wonderland they lie,
Dreaming as the days go by,
Dreaming as the summers die:
Ever drifting down the stream -
Lingering in the golden dream -
Life, what is it but a dream?
Taverna del Fantasy
All Soul Eater
All D.Gray-man
»Siamo noi a decidere se Soul si deve togliere la camicia o meno: All Soul Eater«
